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Agroecologia per la salute degli esseri umani e della Terra Madre

Le tecniche agroecologiche tradizionali e innovative, la Biodiversità (semi tradizionali, insetti e organismi utili, microrganismi del terreno) hanno dimostrato di essere più che sufficienti a sfamare l’intera popolazione del pianeta, anche se moltiplicata per due, dimezzando contemporaneamente il consumo di risorse non rinnovabili… Mentre oggi il 70% dei terreni mondiali sono sfruttati fino alla desertificazione per produrre OGM e colture industriali, per alimentare il bestiame che consuma come oltre 20 miliardi di esseri umani, le cui carni da allevamenti “industriali” sfamano (avvelenandole lentamente) solo 3-4 miliardi di persone. Devastando foreste e producendo gas serra (Metano, CO2, Ossidi di Azoto, Ammoniaca, vapore acqueo) che alterano il clima con conseguenze ormai note a tutti.

Il 30% dei terreni agricoli mondiali sono stati abbandonati in quanto non più produttivi, mentre solo il 30% dei terreni coltivati dai piccoli contadini sfama il 70% della popolazione mondiale. Produciamo cibo industriale sufficiente per almeno 12 miliardi di esseri umani (FAO), di cui gran parte viene sprecato nei sistemi globalizzati di distribuzione, basati su lunghi stoccaggi, trasporti e supermercati… mentre 1 miliardo di esseri umani soffre la fame. La distruzione dell’Humus dei terreni, oltre ad aumentare i gas serra, provoca alluvioni per il mancato trattenimento dell’acqua da parte dell’Humus stesso nei terreni, con creazione di bombe idriche e immensi danni idrogeologici.

L’Europa avrebbe risolto il problema dal 1992, subito dopo il Referendum italiano contro i Pesticidi del 1990, finanziando con miliardi di € obbligatori e prioritari, sufficienti per tutti gli agricoltori, i Pagamenti di Servizi Agro Ambientali “Volontari” nei Piani di Sviluppo Rurale Regionali, le ricchissime finanziarie agricole.

Agli Agricoltori Biologici sono dovuti pertanto i mancati ricavi (per il 30-40% di produzione), i maggiori costi per il maggior lavoro, più il 30% per le azioni collettive con alto beneficio sociale e il 20% per le burocrazie di transazione.

Altri pagamenti “agro-climtico-ambientali” sono destinati per le tecniche protettive della fertilità, come letamazioni, colture di copertura dei terreni per proteggere dall’erosione, biodiversità, acquisto di insetti utili, ecc. Ma mliardi di €, da oltre 20 anni in Italia vengono regalati a chi compra pesticidi chimici e disseccanti, alterando le norme regionali agroambientali e i disciplinari di Agricoltura Integrata, oltretutto divenuta obbligatoria dal 2014 per tutti gli agricoltori e che prevede si usino prioritariamente le tecniche biologiche alternative ai Pesticidi, nel rispetto del Principio di Precauzione Europeo e Costituzionale. Mentre in Italia la produzione integrata si basa solo su una presunta riduzione di Pesticidi, con disciplinari che ne consentono un uso anche superiore al normale impiego in agricoltura chimica. Un imbroglio di cui si interessò anche Rai Report nel 2002 (“Come Bio Comanda” e “Ipocrisia di Stato”, di Sabrina Giannini)

Nonostante tutto, l’Italia è un paese con circa 1,5 milioni di ettari coltivati in maniera biologica e milioni di ettari abbandonati che possono essere recuperati alla coltivazione agroecologica, in particolare delle antiche varietà locali.



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